{"id":315,"date":"2018-08-25T09:17:12","date_gmt":"2018-08-25T09:17:12","guid":{"rendered":"http:\/\/elearning.scubasnsi.com\/us\/?p=315"},"modified":"2018-08-25T09:17:12","modified_gmt":"2018-08-25T09:17:12","slug":"storia-e-filosofia-snsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/elearning.scubasnsi.com\/us\/2018\/08\/25\/storia-e-filosofia-snsi\/?lang=it","title":{"rendered":"Storia e filosofia SNSI"},"content":{"rendered":"<p>Per capire la filosofia del sistema didattico SNSI, \u00e8 necessario fare un poco di storia della subacquea. Dal suo apparire come attivit\u00e0 svolta in funzione della pesca del pesce ai giorni nostri, ora, che il 95% dei praticanti ha altre motivazioni. E\u2019 altrettanto importante sapere ci\u00f2 che differenzia lo sviluppo di questa attivit\u00e0 nei due Paesi che a noi interessano: Europa e Stati Uniti d\u2019America. Trascureremo paesi che hanno a loro volta grandi tradizioni, ma vedremo, nel corso della trattazione, come gli USA hanno influito sul cambiamento avvenuto nello sviluppo ed evoluzione: da una attivit\u00e0 venatoria, ad una di osservazione, motivazione, aggregazione e, perch\u00e9 no, lavorativa. L\u2019attivit\u00e0 subacquea \u00e8 infatti diventata attivit\u00e0 turistico\/ricreativa, con coinvolgimento professionistico di persone ed Aziende. Senza ripetere ci\u00f2 che altri hanno gi\u00e0 scritto sull\u2019uso della preparazione<br \/>\ndi Uomini Rana, destinati ad uso bellico: individui particolarmente portati ad un\u2019attivit\u00e0 che allora richiedeva capacit\u00e0 fisiche e mentali fuori dal comune. Questi uomini venivano preparati per affondare navigli militari di paesi belligeranti tra loro, i quali, puntando sulle loro caratteristiche eccezionali, li inviavano ad appendere esplosivi sotto le navi che facevano poi brillare.<\/p>\n<p>La nostra storia la possiamo definire \u201cmoderna\u201d se iniziamo dagli anni sessanta. Il cambiamento \u00e8 partito dagli USA, dove esperti subacquei che praticavano l\u2019attivit\u00e0 da tempo, si diversificarono nell\u2019evoluzione: alcuni rimasero nelle associazioni amatoriali NAUI e YMCA, mentre altri confluirono nella NASDS, da cui successivamente uscirono per costituire la PADI, e la SSI.<\/p>\n<p>Abbiamo citato le organizzazioni pi\u00f9 importanti in quanto a numeri e diffusione.<\/p>\n<p>Tutte insieme le organizzazioni didattiche americane negli anni \u201880 costituirono una associazione, la RSTC (Recreational Standard Training Council) che realizz\u00f2 gli standard minimi per i vari livelli di certificazione. Tali standard sono oggi il riferimento per tutti i paesi ad interesse turistico subacqueo.<\/p>\n<p>Mentre la NAUI &#8211; National Association Underwater Instructor fra le \u201camatoriali\u201d, pur essendo associazione nazionale, si \u00e8 diffusa all\u2019estero cedendo i diritti della distribuzione dei materiali, la YMCA \u00e8 rimasta sul solo territorio americano.<\/p>\n<p>Delle altre due:<\/p>\n<ul>\n<li>La PADI per anni \u00e8 stata associazione no profit, poi ha cambiato con intendimenti commerciali, e si \u00e8 diffusa fino a diventare la pi\u00f9 distribuita nel mondo, avvalendosi nel fare ci\u00f2 di istruttori indipendenti. Gli Istruttori PADI non dovevano pi\u00f9 dipendere dalle varie commissioni per organizzare i corsi. Una volta acquisita la certificazione di istruttore erano abilitati a farli in proprio, rispettando gli standard dell\u2019agenzia e facendo riferimento alle varie sedi per i servizi di certificazione e l\u2019acquisto dei materiali.<\/li>\n<li>La SSI invece \u00e8 partita subito come organizzazione didattica commerciale ed ha preferito farsi distribuire nei vari Stati da agenzie regionali; gli istruttori devono fare riferimento ad un concessionario di marchio commerciale che pu\u00f2 essere un negozio o un diving center affiliato SSI.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ma cosa ha fatto iniziare questo cambiamento?<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione delle attrezzature ha fatto s\u00ec che non solo coloro in possesso di grandi capacit\u00e0 natatorie potessero immergersi e poi risalire dall\u2019acqua, ma anche persone con limitate capacit\u00e0 acquatiche e natatorie e che non pi\u00f9 solo i \u201cMacho\u201d potessero praticare la Subacquea. Con gran dispiacere dei pionieri, un\u2019attivit\u00e0 per pochi, stava diventando un\u2019attivit\u00e0 quasi di massa: ora, praticamente tutti possono praticarla, addirittura financo coloro che hanno problemi funzionali agli arti possono immergersi. I disabili possono, compatibilmente con una preparazione adeguata al proprio handicap, provare quella sensazione meravigliosa che \u00e8 il \u201cvolare\u201d nel mondo sottomarino.<\/p>\n<p>Le nuove attrezzature hanno reso l\u2019attivit\u00e0 pi\u00f9 fruibile anche alle donne: si calcola che il 32% dei subacquei siano donne. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto a due fattori: le Aziende realizzano equipaggiamenti sempre pi\u00f9 sicuri e confortevoli; le organizzazioni didattiche a loro volta hanno adattato le tecniche d\u2019insegnamento alla modificazione del mercato.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 iniziato negli USA, e nel 1980 il cambiamento nell\u2019insegnamento \u00e8 arrivato in Italia.<\/p>\n<p>La prima organizzazione didattica Italiana fu concepita e realizzata da due subacquei: Luigi Ferraro e Duilio Marcante. Il primo, medaglia d\u2019oro al valore militare per le sue imprese, durante l\u2019ultima guerra mondiale, insieme ad altri valorosi, avvalendosi di mini sommergibili chiamati \u201cmaiali\u201d affond\u00f2 diverse navi; utilizzando degli autorespiratori ad ossigeno a circuito chiuso per non fare le bolle che potevano essere notate in superficie, essi attaccavano l\u2019esplosivo alle navi e poi lo facevano \u201cbrillare\u201d. Il secondo, insegnante di educazione fisica, \u00e8 colui il quale avrebbe realizzato in seguito il sistema didattico federale.<\/p>\n<p>Per avere maggior peso politico si unirono alla FIPS creando il settore subacqueo di una delle federazioni del CONI, ottenendo cos\u00ec una legittimazione utile anche a portare nelle casse del settore subacqueo i contributi che il Coni destinava alle federazioni che, non aventi finalit\u00e0 di lucro, facevano praticare ai loro associati una attivit\u00e0 sportiva: la pesca subacquea, oppure quella con la canna.<\/p>\n<p>In quegli anni, non essendosi ancora sviluppata un\u2019educazione ambientale, la pesca era il motivo per il quale la maggior parte delle persone praticavano l\u2019attivit\u00e0 subacquea. Purtroppo non sempre gli interessi del settore della pesca con la canna coincidevano con quelli dei subacquei. A seguito di situazioni di attrito tra le parti rappresentanti i due settori, attorno agli anni settanta, ci fu l\u2018uscita di alcuni appartenenti alla FIPS che costituirono la FIAS (Federazione Italiana Attivit\u00e0 Subacquea). Forse a causa del fatto che la nuova Federazione non si discostava molto dalla FIPS, avendo gran parte degli stessi problemi: Consiglio federale, comitato regionale, sistema verticistico. In pratica era la parte politica che decideva mentre il settore portante, quello didattico, doveva dipendere dai dirigenti federali.<\/p>\n<p>Un gruppo di istruttori della FIPS insieme ad un altro della FIAS si riunirono e costituirono l\u2019ANIS, (Associazione Nazionale Istruttori Subacquei): essa avrebbe dovuto attrarre gli istruttori delle due Federazioni, non per formare nuovi subacquei, bens\u00ec per rappresentare gli istruttori di tutte le organizzazioni didattiche. L\u2019intenzione era buona, il risultato un po\u2019 meno.<\/p>\n<p>Ora l\u2019ANIS \u00e8 una terza associazione che, come le altre due, ha la parte politica ed il settore tecnico. Gli istruttori organizzano corsi allievi disattendendo il progetto iniziale per cui fu costituita, ma non discostandosi dai sistemi e modi didattici nazionali.<\/p>\n<p>Essendo tutte e tre le associazioni senza finalit\u00e0 di lucro, con la stessa filosofia nello svolgimento dei corsi, il loro apparato non era molto disponibile ai cambiamenti, ed in modo particolare agli investimenti necessari per cambiare il sistema didattico che non era pi\u00f9 aderente al mutare dei praticanti. Infatti, gli interessi dei nuovi iscritti ai corsi, nella maggior parte dei casi, non coincidevano col dover seguire un corso di sei mesi in piscina per conseguire il brevetto di primo grado \u201cOpen Water Diver\u201d. Ci\u00f2 era invece<br \/>\nnecessario quando le attrezzature erano primordiali, non esisteva ancora il Gav, \u201cbisognava perci\u00f2 sapere pinneggiare bene per risalire\u201d, non c\u2019era il manometro, \u201coccorreva grande esperienza per calcolare l\u2019autonomia\u201d, si usava il bibombola dal peso considerevole da trasportare fuori dall\u2019acqua, non esistendo ancora i diving.<\/p>\n<p>Fu facile in quel momento per le organizzazioni didattiche Americane presentarsi con metodologie didattiche moderne, ed imporsi sul territorio, facendo apparire la subacquea pi\u00f9 accessibile. La durata dei corsi, che prima era di 6 mesi, avvalendosi di nuove tecniche d\u2019insegnamento si riduceva enormemente; era superato il sacrificio per gli inesperti, che soffrivano a percorrere decine e decine di vasche della piscina nuotando a \u201crana\u201d, (anche se non si \u00e8 mai visto un subacqueo in difficolt\u00e0 per la corrente,<br \/>\ntogliersi le pinne e nuotare a rana). La vestizione sul fondo in apnea, che richiedeva duri allenamenti, non veniva pi\u00f9 fatta. Era pi\u00f9 facile imparare a svuotare la maschera con l\u2019aria contenuta nella bombola che non in apnea. Stava passando il concetto che la subacquea \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 da definire \u201cattrezzatura dipendente\u201d, e soprattutto che, nell\u2019apprendimento, la motivazione pi\u00f9 importante fosse il divertimento, non la sofferenza.<\/p>\n<p>Con il riconoscimento degli standard RSTC da parte di tutti i Paesi interessati al turismo subacqueo, i corsisti, una volta conseguito il brevetto, potevano fare esperienze d\u2019immersioni nelle destinazioni pi\u00f9 belle con mari diversi dal solo Mediterraneo. Era nata l\u2019era dei piccoli passi nell\u2019educazione subacquea. Non pi\u00f9 corsi \u201cso tutto\u201d al termine dei quali gli allievi sapevano quasi tutto delle leggi fisiche, del comportamento dei gas nel corpo umano, sapevano effettuare una perfetta rana subacquea, svuotavano la maschera in apnea con un solo atto respiratorio, raccoglievano numerosi piombi da un chilo sparsi sul fondo della piscina. I pochi che arrivavano al termine del corso, non avevano fatto quello per il quale si erano iscritti: non avevano fatto esperienze in mare dove erano andati poche volte, solo per fare gli \u201cesami\u201d. Non si erano divertiti, non avevano stimoli a continuare un\u2019attivit\u00e0 che non gli aveva dato ci\u00f2 che \u00e8 fondamentale: Motivazioni.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 ci\u00f2 che ha indotto alla nascita della SNSI.<\/p>\n<p>Occorreva un minimo di storia per capire il perch\u00e9 della nascita della SNSI (Scuba and Nitrox Safety International), e del perch\u00e9 di questo marchio.<\/p>\n<p>La filosofia SNSI parte da una serie di considerazioni e di tab\u00f9.<\/p>\n<p>Per primo le considerazioni: emergevano negli anni novanta quando \u00e8 iniziata, in Italia, l\u2019era dei PC e dei telefonini. Il movimento subacqueo cominciava a perdere praticanti che venivano distratti da altri interessi e dal fatto che occorreva dare una svolta alle motivazioni. In modo particolare per i gi\u00e0 subacquei che necessitavano di un cambiamento, a condizione che non aumentasse le probabilit\u00e0 di rischio anzi, le riducesse.<\/p>\n<p>Questa possibilit\u00e0, noi l\u2018avevamo identificata nell\u2019uso del nitrox che, pur essendo usato per attivit\u00e0 di ricerca e militare da tempo, era visto come una miscela pericolosa per via dei rischi connessi all\u2019 \u201ciperossia\u201d. Come tab\u00f9, poteva essere concepibile agli inizi delle esperienze, quando l\u2019attivit\u00e0 subacquea era un\u2019attivit\u00e0 \u201cestrema\u201d praticata con la prestanza fisica, grande coraggio e molto \u201ctestosterone\u201d ma non molte conoscenze di quelli che potevano essere i rischi. Tali rischi venivano spesso studiati avvalendosi<br \/>\ndell\u2019elaborazione dei dati fisiologici adattati alle necessit\u00e0 dei sommozzatori della marina USA, individui fisicamente prestanti, allenati e votati al rischio, sui quali sono state testate le tabelle di decompressione U.S.Navy.<\/p>\n<p>Il tab\u00f9 dell\u2019iperossia avrebbe dovuto essere superato con l\u2019avvento dei subacquei che svolgono attivit\u00e0 turistico\/ricreativa e si avvalgono di limiti di non decompressione. I subacquei ricreativi non hanno interesse a fare 15\u2019 di immersione a x metri per passarne 20 a fare decompressione: al contrario, essi vogliono ridurre la profondit\u00e0 per aumentare il tempo di permanenza in immersione; con la consapevolezza che, anche se la MDD non \u00e8 esclusa, stando nella curva di non decompressione, il rischio di incorrervi diminuisce di molto, e se anche vi si incappasse, essa si manifesterebbe in forma tanto lieve da non costituire grossi problemi nel superare quelle che ne sono le complicazioni.<\/p>\n<p>Occorreva per\u00f2 superare il preconcetto che in quel periodo \u201cl\u2019ambiente subacqueo\u201d aveva, per la vecchia concezione dell\u2019attivit\u00e0. I vecchi sub preferivano: \u201cfarne una ma fatta bene\u201d. Ritenevano che tutti la pensassero come loro ed erano terrorizzati dagli effetti della aumentata concentrazione di ossigeno nell\u2019aria contenuta nelle bombole che sfocia in sintomi iperossici.<\/p>\n<p>Ora tutti lo negheranno, ma quando decidemmo per primi come agenzia didattica ricreativa di realizzare il corso nitrox , nell\u2019anno 1994, nessuno aveva prodotto un manuale come \u201cl\u2019immersione con il nitrox\u201d nel quale si iniziava ad insegnare l\u2019uso dell\u2019aria arricchita di O2 ai subacquei ricreazionali, i quali, gi\u00e0 educati alle immersioni con \u201cno decompression limits\u201d, non superando mai la profondit\u00e0 dei 39\/40 metri, non vedevano ostacoli a tale nuovo parametro. Se si poteva o aumentare il tempo d\u2019immersione<br \/>\nrimanendo in curva, o ridurre ancora di pi\u00f9 il rischio di MDD rispettando i limiti dell\u2019immersione con aria, perch\u00e9 non farlo?.<\/p>\n<p>Tutti i \u201ccosiddetti\u201d esperti per\u00f2 continuavano a dire che il nitrox era pericoloso per cui decidemmo di realizzare un marchio didattico nuovo creando un testo stampato e non ciclostilato come quelli che esistevano a quel tempo.<\/p>\n<p>Avremmo potuto anche usare parole italiane nel marchio essendo noi per primi italiani, ma orgogliosamente abbiamo cambiato tendenza. Negli ultimi anni le didattiche d\u2019oltre Oceano avevano fatto scuola, l\u2019Italia, che pur aveva vantato per anni una leadership nell\u2019insegnamento subacqueo, era diventata terra di conquista da parte di organizzazioni didattiche che nei loro paesi erano niente e nessuno, bastava avessero origine negli USA, o un marchio anglosassone, ed entravano come fossero in possesso di chiss\u00e0 quali sistemi didattici rivoluzionari.<\/p>\n<p>E\u2019 stato creato un marchio con l\u2019intendimento non solo di imporlo in Italia, ma di esportarlo. I risultati hanno dimostrato che la scelta era giusta: gi\u00e0 dall\u2019anno 2000 l\u2019SNSI \u00e8 presente in quattro stati esteri, ed \u00e8 stata la prima organizzazione didattica specializzata nel nitrox ad ottenere l\u2019ingresso nella RSTC Europa.<\/p>\n<p>Ma l\u2019evoluzione \u00e8 continuata: nel 1997 abbiamo realizzato il manuale per il corso \u201cSCR\u201d (Semi Closed Rebreather); anche questa volta la scelta \u00e8 stata coerente con la filosofia SNSI, continuare con motivazioni che mantenessero l\u2019interesse verso la pratica dell\u2019attivit\u00e0 subacquea orientata ai praticanti a scopo ricreativo, che sono il maggior numero. Siamo andati avanti senza ascoltare i detrattori del semichiuso i quali dicevano che questo sistema non era quello giusto, che era pericoloso, che la scelta doveva essere fatta a favore dello strumento che avrebbe permesso ai profondisti di appagarsi: il \u201ccircuito chiuso\u201d.<\/p>\n<p>Ancora oggi la strada del chiuso \u00e8 poco percorribile: troppo costoso, ancora poco affidabile. Ogni anno esperti sommozzatori perdono la vita in immersione avvalendosi di strumenti a circuito chiuso. Per usare un autorespiratore CCR (Closed Circuit Rebreather), accorre una preparazione che \u00e8 ancora per troppo pochi, i rischi troppo elevati. Ed ancora una volta abbiamo avuto ragione, tutti quelli che osteggiavano il semichiuso, stanno oggi realizzando corsi per l\u2019uso di questo tipo di apparecchio.<\/p>\n<p>Nel 1998 la credibilit\u00e0 dell\u2019agenzia era gi\u00e0 consolidata, era tempo di entrare nel sistema didattico dei corsi con uso dell\u2019aria, i quali non erano aderenti ai cambiamenti del settore: le agenzie didattiche sono anch\u2019esse poco portate ai cambiamenti, vuoi perch\u00e9 rifare corsi nuovi adattandoli alle evoluzioni \u00e8 costoso, vuoi per paura delle novit\u00e0.<\/p>\n<p>Da parte nostra, oltre 35 anni di insegnamento con le varie didattiche ci hanno convinto che era ora di cambiare, di dare una svolta allo svolgimento dei corsi ARA: l\u2019esperienza fatta andava rivista e corretta, seguendo quelle che erano state le esperienze di gestione di scuole e diving.<\/p>\n<p>I nuovi subacquei vorrebbero immergersi pi\u00f9 spesso, avere motivazioni, rischiare meno. Capite le necessit\u00e0, \u00e8 stato facile realizzare il prodotto: la linea SNSI Recreational risponde ai desiderata.<\/p>\n<p>Uno dei motivi per cui i sub si immergono poco \u00e8 il freddo che per la maggior parte dell\u2019anno accompagna le immersioni: il programma Open Water Diver prevede l\u2019opzione della muta stagna. Riteniamo che la diffusione dell\u2019uso della muta stagna costituisca sicuramente un enorme aiuto per l\u2019industria subacquea; essa permette infatti di allungare la stagione di immersione che oggi non \u00e8 pi\u00f9 limitata alla sola stagione estiva.<\/p>\n<p>Altra opzione: il nitrox, se usato per maggior sicurezza contro il rischio di MDD, praticamente rende l\u2019attivit\u00e0 quasi senza rischi. Aspetto fondamentale per tutti coloro che hanno responsabilit\u00e0 verso la propria famiglia ed il lavoro.<\/p>\n<p>Altro cambiamento necessario era rendere l\u2019acquisizione dell\u2019esecuzione degli esercizi pi\u00f9 immediata. Si \u00e8 risolto questo inserendo il video nel kit dello studente. In esso non si spiegano le leggi fisiche ma si dimostra come vanno eseguiti gli esercizi affinch\u00e9 l\u2019istruttore possa, quando andr\u00e0 in piscina o acque delimitate a dimostrare come si esegue un esercizio, avere davanti a s\u00e9 studenti che saranno nella migliore predisposizione ad apprendere. Uno dei sensi che pi\u00f9 partecipa alla capacit\u00e0 d\u2019apprendimento<br \/>\n\u00e8 la vista.<\/p>\n<p>Per rafforzare l\u2019apprendimento, ognuno dei 5 moduli di piscina prevede che prima di passare ad un nuovo esercizio si ripetano quelli gi\u00e0 fatti. La stessa cosa si ripete nelle acque libere, con la differenza che in acque libere gli studenti eseguono gli esercizi in coppia controllandosi l\u2019un l\u2019altro. Il risultato \u00e8 quello di avere, al termine del corso, studenti che eseguano automaticamente ed indipendentemente gli esercizi che siano richiesti loro, e che, durante le immersioni, abbiano la capacit\u00e0 di affrontare gli eventuali<br \/>\nimprevisti che possano verificarsi.<\/p>\n<p>Questi cambiamenti, che a noi sono sembrati necessari per una didattica moderna e adeguata ai mutamenti del settore, richiedono per\u00f2 mente aperta da parte di coloro che rivestono il ruolo fondamentale nell\u2019insegnamento e nella fidelizzazione degli studenti al sistema didattico: gli istruttori.<\/p>\n<p>La didattica SNSI si differenzia dalle altre in tutte le sue componenti. E\u2019 attuale, segue le evoluzioni delle attrezzature, \u00e8 particolarmente sensibile al rispetto dell\u2019ambiente, crede nella fondamentale importanza del ruolo che i club svolgono nella diffusione e fidelizzazione dei subacquei all\u2019attivit\u00e0, recepisce ed anticipa i cambiamenti per essere sempre all\u2019avanguardia ed ottenere la leadership in questo settore.<\/p>\n<p>Questa in pochi punti essenziali \u00e8 la filosofia SNSI.<\/p>\n<p>Nei primi 15 anni di attivit\u00e0, dal 1995 al 2010 SNSI si \u00e8 dedicata ad acquisire esperienza e crescere sul territorio Nazionale. Dal 2011, forti di supporti didattici eccezionali e di un sistema didattico moderno \u00e8 iniziata la vera internazionalizzazione dell\u2019Agenzia Didattica. In pochissimo tempo abbiamo raggiunto molti mercati e con orgoglio nel 2012 SNSI \u00e8 la<br \/>\nprima agenzia nella storia dell\u2019Industria subacquea ad attraversare l\u2019Oceano Atlantico in senso inverso, per sbarcare negli Stati Uniti. Al momento della stesura di questo workbook (2016) SNSI \u00e8 presente in oltre 42 paesi<br \/>\nd\u2019oltreoceano, in molti paesi Asiatici oltre alla Russia e tutti i paesi dell\u2019Est Europa. Affermandoci cos\u00ec tra le didattiche Leader a livello Mondiale.<\/p>\n<p>Benvenuto a te che ti appresti a diventare Istruttore SNSI, che potrai, dopo prove impegnative ma gratificanti, far parte della organizzazione didattica che ha portato i pi\u00f9 grossi cambiamenti nella educazione subacquea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per capire la filosofia del sistema didattico SNSI, \u00e8 necessario fare un poco di storia della subacquea. 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